Homepage | Fotografie | Links | Contatti
\\ Home Page : Storico per mese
Di Il Kiddo (del 28/02/2009 @ 22:43:05, in dentro al casco..., linkato 314 volte)

Il futuro della moto ai tempi della crisi


È inutile negare o far finta di niente: la crisi è la grande ombra che ci sta sommergendo, la condanna che caratterizza questo periodo storico. Ne sentiamo parlare, la vediamo tutti i giorni, in vendite o ordinativi in picchiata, in preventivi che si fanno all’osso per lavori che poi probabilmente non verranno fatti per niente, “in attesa che il momento passi”. Ogni settore ne è colpito, in maniera più o meno diretta.
Come in ogni evento epocale, i media ci mettono del loro, influenzando il comune sentire. E se da una parte il diritto dovere di informare sulla reale entità della crisi è sacrosanto, l’effetto della psicosi che si crea ha risultati devastanti, proprio sulla fiducia nel futuro delle persone. Ogni cosa viene ripensata e rinominata in funzione della crisi. “la spesa ai tempi della crisi”, “le vacanze ai tempi della crisi”, “l’amore ai tempi della crisi”, un tormentone che se non fosse per sua natura drammatico e non ricordasse i reali effetti della crisi come lavoratori in cassa integrazione, rate dei mutui che non potranno essere pagate e famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, diventerebbe addirittura comico. “Ho fatto una passeggiata ai tempi della crisi…”; oppure, “sono andato con una zozza ai tempi della crisi…”, senza scordare un ben più prosaico “che cacata ho fatto oggi, ai tempi della crisi….”
  Ma di cosa è fatta una crisi economica? Al di là delle mere ragioni tecniche, l’economia è retta principalmente da ragioni “psicologiche”, è fatta dalla fiducia che si può nutrire nel futuro, dalla sicurezza che domani continuerò a lavorare, a guadagnare, permettendomi di spendere tranquillamente ciò che ho messo da parte fino ad allora o addirittura ad indebitarmi con un finanziamento. Una crisi economica non mi rende meno capace di lavorare, di produrre; non mi rende incapace improvvisamente nel mio lavoro, la mia capacità produttiva non è correlata alla crisi!
 Qualcuno ne parla come di una occasione di rinnovamento, una possibilità di aprire nuove strade, cercare di cambiare i modi di produrre, di spendere. Una “rinascita”, è questo che tutti ci auguriamo, ma quello che tutti avvertiamo è che la cosa non avverrà senza dolore. Le risposte più importanti le aspettiamo da dove reputiamo che la crisi abbia avuto il suo inizio, senza considerare che un’economia basata sul consumo indiscriminato delle risorse del pianeta, e di un indebitamento continuo di ogni persona, famiglia o Paese non poteva avere una corsa continua e infinita. L’America cercherà di giocare le sue carte, fatte proprio di quella fiducia che anche segretamente ogni persona del mondo occidentale ripone nel nuovo Presidente, e proporrà di svincolare l’economia dalla dipendenza dal petrolio (ora arrivo a noi, eh?!), tagliando le spese per le petrolguerre (ora si può dire, no?!, tanto si sapeva, via…) e muovere l’economia proprio nella direzione della ricerca ecologica, sostenibile, ecocompatibile, ma soprattutto, e questa è la parte che ci interessa, della mobilità a impatto zero, quella che fino ad oggi, che non ci raccontino balle, non ha interessato le aziende produttrici, i grandi gruppi economici e politici.
 
Per noi che amiamo la motociclette, questo, tradotto in parole povere, è praticamente un incubo!
Che fine potranno fare i nostri dinosauri a benzina? Noi che adoriamo lo stantuffare di un mono, il borbottare di un bicilindrico, il carattere e la spinta di un tre cilindri, il sibilare di un quattro…dovremo abituarci a fare gitarelle di una mezz’ora a volta per ricaricare le batterie, a girare con sportive spinte da motori di muletto, a erogazioni on-off col vigore di un ottantino tappato?
Peggio di un incubo! Che cosa rimarrà della nostra poesia, dei nostri sogni di gloria, dei nostri bei ricordi? Ma soprattutto, cosa ne facciamo dei nostri costosissimi, complicatissimi e pesantissimi oggetti di venerazione? Li guarderemo ammuffire in garage le rare volte che ci ricorderemo di andare a trovarli, dopo aver constatato con dolore che l’inevitabile deprezzamento li avrà resi dei cumuli di ferro e plastica impossibili da riciclare e guardati con disgusto da concessionari impossibilitati a ritirarli?
Quante domande per questo futuro…
Non sappiamo se tutto questo darà vita ad una reale Rinascita, un vero cambiamento anche per quello che riguarda la moto. Forse la benzina diventerà un prodotto riservato ad una nicchia di consumatori, chissà che il diminuire della domanda non porti anche ad una sensibile riduzione dei prezzi dei carburanti. Oppure la capacità di adattarsi potrebbe portare ad aguzzare l’ingegno. Sistemi elettronici ausiliari che, montati su un modello esistente, possano renderlo capace di sfruttare altri sistemi di alimentazione. Moto nate a benzina, trasformate in ibride. Oppure, ancora, il reale sviluppo delle moto elettriche, fino ad oggi relegate al ruolo di costosissimi quanto utopici mezzi per pochi appassionati. Il motociclista, al contrario di quanto si possa credere, è un animale estremamente intelligente e adattabile, e se le proposte fossero il frutto di una reale concorrenza e ricerca di importanti Case costruttrici, siamo sicurissimi che potrebbero costituire una reale alternativa alle moto tradizionali. Batterie di scorta da tenere nel bauletto che consentano di girare almeno 4-5 ore in totale a velocità massime intorno ai 120 km/ora, modalità di ricarica nelle discese, stazioni di servizio che mi danno la batteria di ricambio invece di farmi stare fermo per la ricarica.
Speriamo sinceramente che la crisi sia un’opportunità per coloro che riusciranno a proporre dei mezzi realmente nuovi, in grado di farci vivere ancora più a cuor leggero la nostra passione, senza sentire il peso della responsabilità dell’inquinamento, o di guerre fatte per farci andare a spasso o a divertire. La fiducia in queste nuove strade tutte da esplorare sarà il nostro motore, nella capacità delle persone che ideano, progettano, sviluppano, vendono, distribuiscono, riparano, testano, raccontano (eh, eh ƒº) le moto che verranno.
 Il futuro è veramente un posto dove non vedo l’ora di andare, e di sicuro, vorrò andarci in moto!

 

Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”


Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Il Kiddo (del 08/02/2009 @ 22:00:37, in Mugellino, linkato 2045 volte)

Sempre più vicini!

 

http://www.youtube.com/watch?v=22DfAr2WACc


Una pista di supermotard al Mugello

 

 

 

 

 


I sogni più arditi e inconfessabili a volte si possono avverare. La voce di una pista per supermotard in corso di realizzazione dentro la struttura dell’autodromo del Mugello girava già da almeno un paio d’anni, e anche se nessuno ci credeva, altre volte c’erano stati dei tentativi di disegnare un piccolo tracciato in uno dei numerosi parcheggi asfaltati dell’impianto internazionale.

La cosa che lasciava maggiori dubbi era che ci potesse essere una reale volontà di impegnarsi su un fronte così povero e ruspante da parte della gestione di uno dei Templi del motociclismo e dell’automobilismo mondiale!
Dimostrando una reale apertura alla genuina passione di un folto gruppo di intraprendenti e tenaci associati al M.C. Firenze, la Direzione dell’autodromo ha concesso una concreta sperimentazione di alcuni tipi di tracciato, in una giornata metereologicamente inclemente, ma che non ha fermato organizzatori e piloti, orgogliosi ed entusiasti di provare la nuova pista. Fra questi i campioni toscani della specialità Valentini e Vitelli, i piloti Polidori e Tavaroli e il nostro Kiddon.


Alla fine della giornata è stata testata una pista lunga 580 metri, larga almeno 8, con un rettilineo di 190, che alcuni dei piloti hanno potuto definire “propedeutica”, riassumendo le caratteristiche necessarie per apprendere le tecniche della specialità. Ci auguriamo che a breve tempo il piccolo circuito possa arrivare a definizione, comprendendo le necessarie dotazioni di sicurezza e cominciare la normale attività di apertura al pubblico.
La Direzione del Mugello si è mostrata intenzionata a dare un seguito all’esperimento, tanto che seguiranno a breve altre sperimentazioni, e probabilmente già dalla fine di febbraio 2009 si può ipotizzare un’apertura al pubblico.
La pista, benché sia stata provata soltanto sotto la pioggia (impossibile quindi dire se sia realmente veloce e divertente) sembra già ad un buon punto di definizione. Oltre al bel rettilineo e alla velocissima curva a sinistra, diventa un po’ ripetitiva al centro con una doppia curva sinistra destra sinistra destra, per poi immettersi nell’ultimo pezzo decisamente più tecnico e impegnativo. Stiamo valutando se aggiungere una chicane nel tratto centrale. Comunque la cosa sembra veramente reale. Pregate con noi!

 

 

seconda prova, 22 02 09

con le motard stradali dei Sommeliers d'Asfalto

 un video sulla pista, inaugurata il 4 luglio 2009

http://www.youtube.com/watch?v=7XQ6gj-Uooo

e finalmente la pista in versione definitiva.

e il brindisi per l'inaugurazione della NOSTRA pista.

Dopotutto ce la meritavamo, no?!

Dopo vari mesi di attesa che venisero fabbricato i cordoli smontabili finalmente ci è stata presentata la pista del "Mugellino", che ricalca la forma del circuito del Mugello, anche se ovviamente in scala molto ridotta. Come avevo scritto a febbraio, la pista è lunga circa 660 metri, divertente, non troppo lenta e soprattutto sicura. Ovviamente è un primo importante passo, fatto in larga misura per saggiare il reale interesse che può avere un circuito del genere, e la reale utenza che potrà raccogliere; questo per dire che le potenzialità di sviluppo, soprattutto all'interno di una struttura come quella del Mugello, sono notevoli.

Se son rose fioriranno, per ora accontentiamoci (e non di poco) di poter sfogare il polso finalmente dentro una bella struttura costruita appositamente.

... e appena serve il parcheggio, si smonta tutto...

Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Il Kiddo (del 06/02/2009 @ 23:28:20, in dentro al casco..., linkato 462 volte)

Ho bisogno di andare in moto 3
Portare a giro le fie.

Fai la cosa giusta


Prologo: Pian di Mugnone, 1987 circa.
Un ragazzo della mia compagnia, di un paio di anni più grande di noi, Pierino, fu il primo a prendere la patente per la macchina. Stava tutta la settimana al lavoro, e al contrario di noialtri che vedevamo ragazze tutti i giorni, a scuola, lui doveva approfittare del fine settimana per cercare di passare un po’ di tempo con l’altro sesso. In realtà quello che faceva era di portare a spasso delle giovani opportuniste sulla Renò 5, sudato frutto del sul lavoro. Noi lo prendevamo per il culo perché finiva gomme e benzina girando tutto il tempo per portare a giro le fie, che poi qualcun altro si trombava.
Un inferno, per il povero Piero.

Mugello, oggi.

Fare quello che faccio comporta, almeno, un velo di notorietà. Dico anche questo senza falsa modestia, come il Manzoni. Sono sicurissimo di avere una certa notorietà fra gli addetti al lavoro del settore del giornalismo motociclistico, che però spesso si guardano bene di farmi conoscere anche al resto del mondo.
Si vergogneranno di me?
La funzione del Kiddo è molto semplice, anche se abbastanza inedita. Vado in moto (questo è il punto fermo di quasi ogni esperienza che racconto), torno a casa e scrivo quello che ho fatto. Semplice, un uovo di colombo, una scusa perfetta per andare in moto.
Molto spesso mi sono fatto coinvolgere in altri tipi di funzione, come ad esempio fare la guida, disegnare piste, fungere da tester per le riviste, fare da collaboratore a corsi di guida sicura. Non che tutte queste cose non mi abbiano divertito o insegnato qualcosa, e difatti sono esperienze che ho voluto raccontare, alcune anche sul mio libro “Strade Traverse”, ma inevitabilmente esulano dal semplice meccanismo che ho creato ormai qualche anno fa. Una delle richieste che mi sono state rivolte negli ultimi tempi è quella di fare da “tour operator”, ossia, data la mia “enciclopedica” conoscenza dell’appennino tosco-romagnolo, trovare da dormire e i posti dove fermarsi a mangiare per un giro di un paio di giorni nei dintorni del territorio mugellano per gruppi di donne in motocicletta.
Mi sono sentito lusingato, non solo per il riconoscimento della mia cultura sul territorio, ma anche per il fatto che questa funzione di “guida” avrebbe avuto anche un degno compenso (FINALMENTE!!!!!!!!!!) economico. Non da farci i soldi, chiaro, però evidentemente lo sbattersi per trovare i posti, il tempo, la benzina, qualche consiglio sulla sicurezza alla guida di una motocicletta e le giuste traiettorie, beh, poteva giustificare un lieve ricarico sulla cifra del pacchetto “tutto compreso”.
Quando, pronto a riciclare un giro confezionato a suo tempo per i Sommeliers d’Asfalto dal mio amico Claudio “Basic” per le adorabili pulzelle, ho raccontato a amici e conoscenti la nuova avventura nella quale mi ero buttato a capofitto, ho notato delle reazioni quasi identiche in tutti. Invece di essere contenti per la mia svolta “economicamente attiva”, mi è stato fatto chiaramente capire che avrei fatto meglio a lasciar perdere, che se segui una passione, un Hobby, deve rimanere tale, senza farlo diventare un lavoro.
Mi piace pensare che il reale motivo di tali consigli sia dovuto al fatto che alle persone che mi vogliono bene interessa vedere il buon vecchio Kiddo lì dov’è sempre stato, pronto a raccontare l’ultimo guaio nel quale si è cacciato, l’ultima stradina che ha scoperto, le persone che ha conosciuto, le moto che ha potuto provare. Senza lo stress di qualcosa di produttivo, si, ma così lontano dalla poesia che ho sempre cercato…
Peccato, perché a essere sincero, prendere dei soldi per portare a giro le fie, sarebbe stata una bella rivincita morale, almeno pensando al povero Pierino, alla sua Renò 5, e a quanto lo si prendeva per il culo.

Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Il Kiddo (del 06/02/2009 @ 23:25:36, in dentro al casco..., linkato 630 volte)

Ho bisogno di andare in moto 2
A me Valentino Rossi mi fa una sega (col flessibile)

A ognuno il suo

Partiamo da un concetto fondamentale: la moto innanzitutto, è uno strumento, un mezzo di trasporto. Serve per andare da A a B. Il fatto che da oggetto di uso comune assuma poi denotazioni di carattere sportivo e che quelli che eccellono nell’uso di questo strumento diventino dei veri e propri idoli, osannati dalle folle, questo è un altro discorso.

Parlando di strumenti, molte persone sono dei virtuosi con gli strumenti musicali. Santana, per dirne uno, con la chitarra. Un innovatore, un vero mito vivente. Oppure qualcuno che usa i programmi del computer con una padronanza, una maestria, che raramente può essere uguagliabile.

Essere un virtuoso comporta sensibilità soprattutto; resistenza, anche fisica (immaginiamo lunghe sessioni di allenamento sulla moto, o interminabili concerti o turni in sala prove, o comunque lunghi orari di lavoro), capacità fuori dall’ordinario acquisita con esperienza decennale e innata predisposizione.

Io sono un virtuoso del flessibile elettrico, le macchinette che servono per il taglio o la rifinitura del marmo. Lo so, non sono modesto, ma a scuola, studiando il Manzoni, abbiamo imparato che la falsa modestia è peccato. Come si dice dalle mie parti, faccio gli occhi alle pulci: ho precisione, sensibilità, esperienza che a volte sembrano sviluppare una sorta di sesto senso. In una parola: virtuosismo.

Penso che una persona, se virtuoso deve essere, potrà esserlo al massimo in una specialità, con uno strumento. La moto, dicevamo, è uno strumento per spostarsi. La chitarra è uno strumento per fare musica. Il flessibile è uno strumento per sagomare il marmo. Rimane il legittimo dubbio sul perché, alla fine, non ci sia una reale corrispondenza fra la notorietà e il successo riconosciuto e l’effettiva utilità pratica della specialità nella quale eccelliamo.

Ad ogni modo, se almeno io un po’ in moto ci vado, non ce lo vedo il dinoccolato di Tavullia a fare le teste sul marmo; penso che strimpelli la chitarra, e del resto nulla toglie che Santana sia un amante del bricolage, o scolpisca per passatempo. Ecco perché, dal momento che sono un virtuoso del flessibile, non potrò mai essere un grande pilota.

Non vi sorprendete, infine, se andando a ritirare le pizze, una sera il pizzaiolo vi fisserà dritto negli occhi, e con estrema sicurezza, da sotto i baffoni le sue labbra pronunceranno queste esatte parole.

“a me, col matterello, Valentino Rossi mi fa una sega!”

Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Il Kiddo (del 06/02/2009 @ 23:22:28, in dentro al casco..., linkato 532 volte)

Ho bisogno di andare in moto 1

Le persone fanno cose stupide, per Passione

Prigioniero dentro uno stand al Bike Expo di Verona, e non mi posso neanche lamentare. A me, il posto l’hanno regalato. Mi alzo la mattina alle cinque, scappo in autostrada, arrivo troppo presto, scarico la macchina di corsa con un freddo becco, monto un patetico stand. Promuovo il mio libro, mi hanno invitato perché faccio “cultura motociclistica”. Mi sento un po’ stupido, lo confesso. Quanti pensi che riuscirai a venderne?

Va bene la soddisfazione di aver pubblicato un libro, ma non era meglio se andavo a girare in pista?

Perché lo faccio?

Passo gran parte del tempo in piedi, sono un animale in gabbia, così mi guardo attorno. Decine di persone, di storie, e con ognuna si potrebbe scrivere un libro. Un intero mondo mosso dal sacro fuoco della Passione. Il fuoco che brucia dentro, che chiede di essere alimentato continuamente con piccole, grandi, sporadiche vittorie. Quasi mai l’impegno che si spende in un progetto, un’idea, una modifica, in giorni e notti di lavoro viene in qualche modo ripagato da un congruo compenso in denaro. Si fanno le cose, e basta, per Passione.

Il dottore al traumatologico di Chianciano, che ha cominciato quasi per caso a istruire motociclisti sulla sicurezza , e ha tirato su una struttura che gli costa sabati, domeniche, tempo libero.

Il ragazzo siciliano che raccoglie materiale sulle conseguenze dei cattivi comportamenti alla guida.

C’è il presidente di un Motoclub che passa quasi tutto il suo tempo libero insieme alla sua morosa a organizzare eventi di aggregazione su due ruote, quasi sempre a scopo divulgativo sulla sicurezza o a fini benefici.

Quello che ha lasciato la sicurezza degli studi dentistici per dedicarsi a tempo pieno alla Promozione di gare ed eventi in pista, passando per le Strade Traverse di improbabili rappresentanze di lubrificanti. Onore al coraggio.

Il moderatore del blog amante di un modello, di un marchio, di un settore. Ma la casa alla quale lui dedica tanto tempo, e alla quale fa vendere tante moto, si sarà almeno accorta della sua esistenza?

Chi organizza le cavalcate, o anche dei semplici ritrovi, non si è forse fatto i percorsi che intende proporre agli amici da solo, spendendo in tempo, gomme e benzina? Quanto dovrebbe chiedere, per rifarsi dello sbattimento e del tempo perso?

C’è quello che si ritrova la macchina per correre gentilmente offerta dal titolare di una grossa azienda, e che caccia il grano per il solo gusto di soddisfare la propria Passione di rimanere in un mondo che ama troppo.

I meccanici! Gli unici che potrebbero vantare uno stipendio, un vero posto di lavoro! Ma non sono quelli che, magari in un team privato, senza la certezza di un prossimo sponsor, di una prossima stagione, fanno le tre di notte per mettere a posto la moto per la gara del giorno dopo?

E i piloti? Rischiano la pelle ad ogni curva, incuranti dei rischi, i soldi veri solo per pochi, una vita a giro per città, circuiti. Oggi sull’altare, domani un nome dimenticato. E sono quelli che comunque invidiamo di più. Quante volte ho finto di sentirmi uno di loro!

 E infine la categoria che sento più vicina, quella dei giornalisti; di chi racconta questo mondo che da fuori è facile proporre ricco di emozioni esaltanti, colori brillanti, continue novità, velocità, gloria e divertimento. In moto sempre, col pezzo da consegnare, qualcosa di nuovo da inventarsi, acqua, neve o sole a picco, sabati, domeniche, vacanze. Una vita full immersion a cavallo di due ruote e un motore.

Tutte storie che nascono da una passione infinita, come una fede religiosa, qualcosa che ci chiama e alla quale non possiamo rispondere di no.

E io, che ho scritto un libro con qualche storia di moto, che sto qui a fare promozione, attento che non lo scambino per un omaggio.

Giro verso di me lo schermo del computer con la rotazione di foto, che nessuno caca.

Esc, lancio word, file, apri, nuovo.

“Le persone fanno cose stupide, per Passione”.

 

Almeno, sono in buona compagnia!

Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

Articolo (p)Link   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1