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\\ Home Page : Storico : dolomiti
Di Il Kiddo (del 14/07/2006 @ 20:46:05, in dolomiti, linkato 578 volte)

Internet è sicuramente una grande risorsa!

Il Kiddo in strada
Il Kiddo in azione


Grazie al forum di Ultramotard.com infatti, mi è stato possibile conoscere gente di un po’ tutta Italia che organizza uscite, raduni, eventi di ogni tipo anche in pista.
Così, quando si è presentata l’occasione di un fine settimana sulle Dolomiti, il vostro affezionatissimo non si è tirato indietro alla possibilità di coronare il sogno, dopo decine di anni a scorrazzare sull’Appennino, di una motardata coi fiocchi sul Pordoi, la Marmolada , il Sella.
Caricate le motorazze sul furgone, insieme ad altri 5 toscani partiamo con destinazione Canazei.
Arriviamo la sera del venerdì e, malgrado la stanchezza, è una gioia conoscere di persona tutta quella gente che fino a poco prima erano solo delle nick name su un forum; in verità  è come se ci conoscessimo già da diverso tempo.
La mattina del sabato siamo pronti a partire: in totale ventitre moto, quasi tutte supermotard; fanno eccezione un Cagiva T4 350 che si comporterà stoicamente non perdendo mai il passo e Ghigno col suo polivalente TTR 600, la vera moto totale, che darà del filo da torcere anche alle ben più agguerrite Husky 610SM e KTM LC4.
Queste ultime, numericamente più importanti…chissà come cambieranno le cose con l’avvento del nuovo motore SC4…
Da ricordare, fra quelli giunti direttamente in moto, una ragazza di Trieste, arrivata il venerdì dopo 250 km sotto l’acqua. Aveva la patente da soli sei mesi.

Intraprendiamo la salita del passo Sella: una serie di tornanti da sballo, numerati (ma perché?), molti dei quali che tornano su se stessi (mi spiego?), percorrendo i quali si è combattuti fra la possibilità di dare tutto il gas possibile o la necessità di  incantarsi ad ammirare il paesaggio.
Almeno all’inizio io ho ceduto di più alla seconda. Il giro si svolge, stranamente, senza incidenti e anche in posti dove la gente è abituata al continuo passaggio di motociclisti di tutti i tipi, la nostra carovana riscuote un  notevole interesse. 
Il giro del sabato ci portava dal passo Sella, a scendere per la Val Gardena , costeggiando il Sassolungo in direzione del Lavazè, si scende a Cavalese, Predazzo, e poi per Falcade, dove i più infoiati non si sono accorti della deviazione e si son ritrovati sul passo Rolle. La salita al passo Valles, in dir. Falcade, è una delle cose più belle che abbia mai visto, come si immaginano da bambini le strade delle fiabe, peccato solo che mi ero preso con un 525 e l’ho potuta osservare …un po’ di fretta. Poi Cencenighe, colle di S. Lucia, il Falzarego, per finire a Corvara, in Alta Badia, dove sfiniti e presi dall’acqua, abbiamo posato il fiasco e siamo tornati in albergo, a Canazei. 250 km, non male.
Più che la stanchezza per il giro del sabato, sarà la notte brava di alcuni di noi a mietere un discreto numero di vittime che daranno forfait per la domenica.
Oltretutto, la sera alle 8,30 l’Italia gioca la finale dei mondiali e per assicurarci un sicuro rientro in orario, in tre toscani ci separiamo per fare un giro più breve e qualche foto, impossibili con la garrosia del giorno prima.
Il giro breve, sono i “quattro passi”: Sella, Gardena, Campolongo e Pordoi.
Da soli sarebbero valsi la fatica del viaggio; sono 80 km, ma è come concentrare in un’ora e mezza tutto quello che un motociclista può trovare di bello da guidare in tutta una vita. 
La discesa del Pordoi, col bel tempo, la giusta temperatura e quindi il giusto grip, la moto con l’akra stappato e quindi incredibilmente in carburazione, ma forse anche la consapevolezza che è quasi l’ora di fare la cartella e tornare al solito tran tran, mi regala una gioia nel guidare, la sensazione di poter osare, che non provavo da tantissimo tempo, cosciente come son dovuto diventare, dopo tanti anni di guida su strada, dei pericoli che si possono correre, e che possono aspettarti in qualsiasi momento. Ma in quel momento no, solo io e la strada, da assaporare, da gustare, libertà e basta.
Ci si può domandare cosa spinge delle persone a sobbarcarsi spese, fatica, stress, rischi (non ci scordiamo che con un motard si cerca si la velocità dentro la curva, ma che quella curva è su una strada aperta al pubblico!), scazzi in famiglia e traversie varie (il giorno della partenza ero convalescente da una due giorni sul vaso, e alle nove la mattina non sapevo neanche se riuscivo a stare in piedi, salvo spararmi weizen e 4formaggi+cotto alle undici la sera).
La risposta io penso di averla trovata nelle persone che ho conosciuto, nei posti che ho visto, ma soprattutto nell’estasi provata in quel quarto d’ora di discesa. Il cartello del 1° tornante mi avvisa che la giostra si sta per fermare. Nessuna tristezza, nessun rimpianto: ho coronato un sogno!
L
a sera l’Italia vincerà la coppa del mondo, io qualche ora prima avevo salutato un  gruppo di amici sparsi fra una dozzina di città nel Paese, e per me, era come se avesse già vinto.


Dagli appennini alle alpi
Dagli appennini alle alpi

Dagli appennini alle alpi
Dagli appennini alle alpi


Dagli appennini alle alpi

Dagli appennini alle alpi


In strada

In strada


Il Kiddo

Il Kiddo


Il Kiddo in posa
Il Kiddo in posa

 
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