• Armi pesanti

    by  • 17 agosto 2011 • Itinerari, Maxi Enduro • 0 Comments

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    Itinerario nella campagna toscana come antipasto alla transappenninica

    La ricerca della moto totale passa attraverso una pietraia in salita. E’ questo il pensiero che ho avuto dopo averla scalata col mio vetusto DR Big 800 e che evidentemente mi accomuna con i proprietari dei vari Transalp, KLE, Africa Twin, R 80 G/S che si arrampicavano dopo di me, qualcuno smadonnando da buon toscano.

    In effetti, piccarsi di voler portare fuoristrada mezzi che molto spesso passano, come ordine di peso, i 200 kg, hanno serbatoi di metallo e agilità di un ippopotamo, può sembrare davvero una sega sassone.
    Dicasi sega sassone l’atto di autoerotismo durante il quale, chi lo compie, si colpisce con violenza i testicoli con due pietre, aspettando di godere nel momento in cui manca la mira. A dire il vero, oltre a voler dimostrare che si può, con una sola moto, partire, farsi l’autostrada, partecipare ad una cavalcata e tornarsene anche a casa, il maxiendurista quando derapa di gas tutta quella mole o sente le ruote staccarsi da terra per brevi e meravigliosi istanti, gode una tanto al chilo! Senza tener conto che quello che si paga in agilità, molto spesso viene ricambiato in stabilità, ad esempio su strade bianche piene di buche, percorsi veloci, da deserto, per i quali mezzi di concezione fine anni ’80 come il mio Big erano stati evidentemente pensati.

    Una delle manifestazioni che cerca di addomesticare i percorsi nostrani alle bizzarre esigenze delle enduro stradali è la transappenninica, svoltasi il 27 maggio scorso, resa quest’anno notevolmente impegnativa dalle avverse condizioni climatiche e alla quale hanno partecipato un gruppo di “Talebani del tassello”, scesi dal nord il giorno prima in tempo per assaggiare, insieme ad un gruppo di fiorentini, un antipastino organizzato da Luca Allegri, albergatore appassionato di manubri larghi che si è improvvisato con successo organizzatore di tour per maxienduro. Il giro partiva dalla sua tenuta privata all’interno della quale si poteva dare gas a volontà fra le strutture abbandonate di una fabbrica di dinamite che costruiva fra le due guerre bombe di profondità e cartucce. Lo scenario da villaggio fantasma era particolarmente suggestivo, ma subito qualcuno ha chiesto se ci si poteva fare un percorso permanente. Uscendo dalla tenuta, il percorso continuava fra paesini della provincia di Firenze nei dintorni di Signa poco disturbati da mezzi dall’aspetto poco aggressivo ma soprattutto non rumorosi. Le strade bianche tanto amate dai nostri bestioni si trasformano, col secco, in una nuvola di polvere al nostro passaggio, tanto che si viaggia quasi alla ceca, oppure tocca aspettare qualche minuto che si posi. Costeggiamo così la ferrovia a Poggio alla Malva, per poi risalire fra i filari delle viti in mezzo ad un campo. L’unica coraggiosa ragazza del gruppo, principiante in offroad con un BMW 650 GS si impressiona al passaggio stretto fra le zolle e appoggia la moto in terra. Poco danno, ma il giorno dopo dovrà abbandonare la TSP a causa di una caduta. Passiamo poi da Malmantile per tentare un semplice guado in località Turbone, ma la Pesa è in secca e ci regala poca emozione.

    Poi di nuovo su stradoni bianchi, dove sfogare la (poca) cavalleria del Big e la (tanta) stabilità della ciclistica, divertendosi a gestire le curve col gas spostando il peso sulla pedana esterna. Anche un ferro vecchio se portato sul posto giusto può regalare un’infinità di emozioni. In piedi sulle pedane, alzo quintali di polvere, sollevando l’anteriore sulle buche più profonde, l’inerzia della moto è evidente, qui non c’è agilità, non c’è filo diretto fra il pensiero e il mezzo, bisogna cercare di prevedere le reazioni, avere rispetto, assecondare il peso. E’ un accordo tacito, se non forzi la mano, vai dove vuoi, se provi a farlo, le conseguenze potrebbero essere disastrose. La bestia non vuole essere violentata, né ce ne sarebbe il modo.

    Saliamo verso il nostro ristoro a Botinaccio per un pezzo piuttosto tecnico, un niente per un mono, un Calvario per noi. Riusciamo a portare le moto in cima, riceviamo i complimenti di chi è venuto col TTR, anche se a dire il vero pensavamo peggio…La nostra guida non ci lascia neanche il tempo di bere qualcosa, che ripartiamo in direzione Montelupo Fiorentino, Capraia e poi Pulignano, dove l’insidioso fondo sabbioso richiede una gran concentrazione, ma permette dei passaggi veramente spettacolari.

    L’importante è avere fiducia, non levare troppo gas e appendersi al manubrio nei salitoni. Meglio di qualsiasi palestra! Da Poggio Valicaia a S.Martino affrontiamo poi uno stupendo sottobosco, dove l’unico Superenduro KTM del gruppo mi passa in scioltezza. E’ tanto bella in movimento quanto da ferma, sembra che balli. Forse è davvero lei la vera erede delle maxienduro degli anni ’80.

    L’abitato di Coreana segna la fine del nostro giro, durato circa una sessantina di km. I nostri inadatti, pesanti e obsoleti ferri vecchi se la sono cavata alla grande, dimostrando che possono ancora divertire se portati in percorsi non eccessivamente impegnativi. A fare la differenza come sempre rimane il manico, più che la mestola, come ci ha abilmente dimostrato il pilota dell’africona bianca assettata da ufficiale. Mi ha confidato che però è caduto anche lui, distratto dal fondoschiena della sua ragazza si è infilato a capofitto in una buca. Per imparare ad andare come lui mi occorre solo un po’ di pratica, se il Big me lo permetterà, perché ha cominciato a fare delle fumate nere…

     

     

    Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

     

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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