• Il RAD1 MAXE

    by  • 18 agosto 2011 • Enduro, Itinerari, Maxi Enduro, Motoguida, Raduno • 0 Comments

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    IL RAD1 MAXE

    Oggi mi sono portato a casa un bel librone.

    In libreria ho appena avuto il tempo di dargli un’occhiata, distratto dalla gente intorno, dalla fretta e dai bambini che mi tiravano la maglietta per farmi vedere qualcosa di importantissimo, ma ho capito subito che valeva senz’altro il prezzo e me lo sono infilato sottobraccio, entusiasta della scoperta. E’ pieno di illustrazioni, di racconti di viaggi, di esperienze, di foto, di facce, di persone interessantissime, di indirizzi internet, numeri di telefono

     

    A casa, quando tutti saranno tranquilli e avrò qualche minuto per me, me lo potrò godere; un po’ per volta, senza tralasciare nulla.

     

    Il mio librone è pieno di tutti i contatti che ho preso al “raduno maxienduro”, delle persone che ho conosciuto, delle loro idee, dei progetti vari ed eventuali in comune, quelli ai quali potrò partecipare e quelli che sarò felice di raccontare.

     

    Avevo già parlato del progetto di Stradanova e del raduno (ma la parola in sé è sbagliata, insufficiente), nato per essere una sorta di chiave di accesso, un “entry level” al mondo del fuoristrada con le grosse moto usate soprattutto per il turismo a largo raggio.

     

    Proprio nell’ottica di ampliare ancora di più le capacità di chi aspira a diventare en-turista (un neologismo, pensate come siamo avanti sul “Kiddo.it”) è stato pensato questo evento, che è diventato con l’aumentare delle adesioni una sorta di happening mediatico, coinvolgendo giornalisti della carta stampata, di programmi televisivi, anche in rete, e un punto di incontro per chi cerca le attrezzature più adatte, l’abbigliamento tecnico, l’organizzazione di viaggi verso le mete più esotiche, i resoconti di gare e la condivisione di esperienze di viaggi già compiuti, oltre alla possibilità di poter provare un fettucciato con la supervisione di istruttori, oppure l’emozione della guida con l’ausilio del road book.

     

    Ovviamente non sono mancate le lezioni di guida in fuoristrada ad opera proprio degli organizzatori, per principianti; giusto un’infarinatura, per approfondire ci saranno i corsi veri e propri. E ancora i tours, in fuoristrada per principianti o avanzato, oppure su asfalto, solo per esplorare le stupende strade del Chianti o con istruttore di guida sicura.

     

    Tutto questo all’interno del grande contenitore del raduno, che concentrava così tutto quello che si può pensare di dedicare alla figura del motociclista completo: quello cosciente di sé, dei suoi limiti, delle sue possibilità; dal momento in cui acquista la moto o decide di metterci le mani, regolando ad esempio le sospensioni, o facendo la regolare manutenzione (corsi anche di questo, ovvio), fino a quando si veste, organizza il percorso, affronta un tratto asfaltato o fuoristrada.

     

    Ogni cosa è stata presa in considerazione, ogni aspetto valutato, ogni domanda avrebbe potuto avere una risposta, anche per merito di quella grande banca dati che erano proprio gli intervenuti al raduno: motociclisti spesso di grande esperienza, che hanno avuto l’occasione di confrontarsi, scambiare opinioni, fare nuove scoperte, elaborare progetti comuni.

     

    Ognuno è tornato senz’altro a casa col suo librone come il mio, avendo avuto la possibilità di partecipare a qualcosa che non solo prima non c’era, ma che non era neanche stato tentato e che inevitabilmente ha risentito di qualche difetto di gioventù (come ad esempio il Potter, uno dell’organizzazione, che se si chiama la gente a far vedere le bellezze della Toscana e poi c’è lui… l’è bell’e finita!), della mancata possibilità di poter provare le gomme da fuoristrada come promesso, dell’eccessiva (secondo alcune testimonianze) difficoltà del tratto destinato ai principianti, complice senz’altro anche il maltempo che ha insistito fino a tutta la mattinata del sabato e che ha fatto diventare la piacevoli strade bianche nei dintorni di Greve impegnative in alcuni tratti.

     

    La vera difficoltà per molti era proprio di riuscire a provare tutto, impresa a dir la verità alquanto ardua; di conseguenza, ognuno non può che avere una visione parziale e soggettiva di tutto ciò che è avvenuto nelle due giornate.

     

    La mia, e qui mi si voleva, lo so, è quella della Guida!

     

    Su strada, certo.

     

    Penso sinceramente che le maxienduro e le maximotard come la mia siano strette parenti, e si rivolgano ad un pubblico abbastanza simile, dal momento che la progressiva stradalizzazione delle prime ha portato a modelli sempre più turistici e meno spartani, per arrivare ad un uso quasi sportivo, o sportivo del tutto.

     

    Da parte di qualcuno degli invitati della stampa mi è stato anche chiesto dell’opportunità di avere una guida per giri su strada ad un raduno del genere, che comunque, chiamandosi “raduno maxienduro”, non presupponeva assolutamente che dovesse rivolgersi esclusivamente a chi voleva cimentarsi nell’off; anzi, personalmente ho visto un notevole interesse da parte di parecchia gente che ha preferito scoprire degli angoli del Chianti altrimenti solitamente nascosti, piuttosto che divertirsi a sommergere nel fango un gioiello da 20.000 euro, convinti dall’amico sicuramente più sgamato e padrone della situazione.

     

    E che poi tanto amico non è rimasto.

     

    Il motard stradale permette inoltre di affrontare tratti sterrati, strade bianche che funzionino da collegamento, nel perfetto intento di “entry level” proprio dello spirito del raduno.

     

    Perfette, per esempio, quelle che portano da Gaiole a Vagliagli a Castellina in Chianti.

     

    Fin dal sabato mattina ho avuto il piacere di collaborare con Marco Guidarini dell’Associazione Motociclisti Incolumi (e sicuramente sarà nel futuro prossimo una pagina del mio librone che vorrò proporre): io stavo davanti, con un passo alquanto svelto, e lui se ne andava avanti e indietro guardando ed eventualmente correggendo chi partecipava al corso.

     

    Sinceramente ho fatto il possibile perché la gente si divertisse, e ne ho avuto la conferma quando una ragazza di Firenze, quindi neanche tanto aliena alle strade del Chianti, mi ha chiesto se “ci sono delle cartine particolari per questo tipo di strade?”.

     

    Centro!

     

    La cosa che mi ha reso più felice in assoluto, e che mi ha fatto dimenticare anche il rimpianto per non aver potuto partecipare, invitato da Motociclismo sotto mia apposita e martellante pressione, a partecipare alla comparativa fra Stelvio, Grampasso e GS, le novità maxienduro tanto attese. Compratelo il mese prossimo e potrete dire “qui doveva esserci un mio amico”… No, eh?!

     

    Un altro fine settimana non c’era? Ma porca puttana…

     

    Anche per gli amici conosciuti, per quelli ritrovati da esperienze passate posso dire che ne è valsa la pena; e poi gli impegni sono impegni, quello che cerco di più sono le nuove esperienze, anche per il gusto di farne parte e poterle raccontare, e sinceramente, alla fine della musica, è con una punta di orgoglio che posso dire, a chi non c’era, peggio per voi!

     

    Ci si vede l’anno prossimo, preparatevi a godere di percorsi su asfalto come non credevate possibile potessero esistere, legati da strade bianche sconosciute.

    Non a me, certo… sono pur sempre il Kiddo!..

    Le foto su questa link

    http://www.radunomaxienduro.it:80/index.php?catid=20&blogid=1

     

    Il meglio delle Avventure del Kiddo è narrato nel libro, edito da Promoracing Editore, “Strade Traverse”

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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