• Colli di Maremma

    by  • 18 agosto 2011 • Sicurezza • 0 Comments

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    Giornata della cultura e della sicurezza motociclistica con il M.C. Motoaluogo
    Ci sono posti realmente magici.
    Passiamo dalle strade che costeggiano alcuni borghi o piccole città, che ci regalano un’ immagine, una foto democraticamente bella per tutti, lasciandoci stupefatti per la bellezza che naturalmente emanano ma allo stesso tempo con un po’ di amaro in bocca, per non poter conoscere meglio il segreto, assaporare, vivere un po’ di quella magia.

    Patetici ladruncoli, proseguiamo in fretta dal nostro appostamento presso il Santuario di Madonna delle Grazie con la consueta panoramica di Pitigliano nella scheda di memoria della macchina fotografica. Chissà se un giorno ci prenderemo mai il tempo di conoscere meglio quel posto; fermarsi , mangiare, magari fare due chiacchiere con la gente, cercare di vivere dentro a luoghi così affascinanti.
    Il modo migliore di conoscere un posto, o la sua gente, è cercare di diventare per quanto possibile uno di loro, e forse la naturale intesa che si crea fra motociclisti può essere il meccanismo perfetto per calarsi, in pochi minuti, in una full immersion fra le chiacchiere del bar-ritrovo di turno, dove basta una tuta, un casco e un ferro parcheggiato, per diventare automaticamente uno del clan; ascoltare le prodezze degli altri, scambiarsi consigli o opinioni su mezzi o pneumatici. Oppure girare la sera per le strade di Sorano, assaporare i fantastici vini, perdersi a inseguire i gatti.

    Rubare un’immagine un poco più inedita di Pitigliano

    o cercare uno scorcio, un anfratto sulla strada panoramica che costeggia il paese

    oppure in prossimità di una delle affascinanti Vie Cave

    La natura del territorio, la strade bellissime e poco trafficate della maremma e della Val d’Orcia, hanno come naturale conseguenza l’alta densità di motociclisti, perdutamente e giustamente innamorati dei loro percorsi, dei loro colli (nella foto in apertura gli amici del M.C. Motoaluogo ce ne mostrano alcuni), dei territori e di ciò che li rendono unici: le terme e le cascate naturali, le città costruite sul tufo, che come la cima di un iceberg nascondono altre città scavate, che dapprima sono le famose cantine,

    e poi tunnel, passaggi sotterranei segreti. Una città sotto la città, costruita da popolazioni rifugiatisi in questi territori ai confini con le paludi, inospitali e selvaggi all’epoca, affascinanti e pieni di misteri magici oggi, capaci di legare fortemente le persone che ci abitano, forse anche grazie a un discreto isolamento dai grandi centri urbani.
    Arrivando da Siena come abbiamo fatto noi, infatti, si percorrono un’ottantina di chilometri di curve e strade meravigliose. Prima la Cassia, un po’ più trafficata e monotona, che abbandoniamo subito prima che diventi veramente bella -striscia di asfalto nera sulla sommità di un’onda di mare verde- presso Bagno Vignoni, per poi deviare in direzione di Castiglione d’Orcia.

    Scendendo in direzione Seggiano (giuro) si trovano i 4-5 chilometri di strada più bella che abbia mai fatto. Lo so, l’ho scritto troppe volte, non mi credete più. Lo faceva anche Bukowsky con le sue…beh, lasciamo stare. E poi Arcidosso, S.Fiora, Castell’Azzara, Castell’Ottieri, per poi planare fino a Sorano, che si rivela all’improvviso lasciandoci senza fiato, guidati da Walter Bruni, che mi ha invitato a presentare il mio libro ai membri del Motoclub del quale fa parte.
    Nata dalla passione per la moto di sei amici di Pitigliano, Orbetello e Grosseto a ottobre del 2008 l’Associazione motociclistica MotoAluogo, ha come scopo (oltre a farsi dei bellissimi giri in compagnia sulle stupende strade che circondano l’Amiata) la diffusione di cultura motociclistica, secondo le parole di Nicola Santoro e Maurizio Giusti, rispettivamente presidente e vicepresidente del M.C., a ragazzi, genitori e nonni. Considerando che ognuno di noi è stato o sarà una di queste figure; per i ragazzi è importante la formazione alla cultura della sicurezza oltre che l’educazione ai giusti comportamenti in moto; per i genitori è fondamentale imparare a non avere paura del mezzo-motocicletta, ma piuttosto insegnare ai figli ad avere coscienza delle possibilità e dei pericoli che può comportare; infine i nonni, che spesso temono il motociclista, col viso coperto dal casco e stretto dentro a ridicole tute, ma ai quali si può far capire che tutte quelle bardature servono a salvarsi la pelle, spesso.


    È stato bello vedere, al 1° meeting sulla sicurezza del Motoclub, al quale siamo stati invitati io e il presidente dell’Associazione Motociclisti Incolumi Marco Guidarini, tutte e tre le categorie, interessati all’argomento e al facile eloquio di Marco (“se attacco a parlare a me mi dovete fermare co’ legni”) e atterriti dall’angoscia che come un novello Carmelo Bene in un momento dei più drammatici sono riuscito a trasmettere io durante il mio intervento; e si che mi ero anche preparato degli appunti, ai quali non riuscivo più a dare un senso una volta salito sul palchetto. Che figura.

    “Diamo il gas, che è meglio!” mi sento di proporre. E allora via, per un ben più accomunante giro in moto verso le Terme di Saturnia per finire a Sovana.


    La cosa che rimane più nel cuore di una partecipazione ad un evento del genere è il rivedere e conoscere nuovi amici, perché in fondo, fra motociclisti ci si vuole comunque bene.

    Stesse lotte, stesse chiacchiere; con la possibilità, in un posto del genere, con persone del genere, di sentirsi parte di una famiglia, che comprende nella stesso gruppo di smanettoni padre, figlio e perché no, anche un possibile nonno, il sig. Tarziello. Storico rivenditore di motorini del posto, diventato una sorta di padre spirituale per i membri del Motoclub al quale hanno deciso di dedicare addirittura il prossimo raduno. Come mancare? A lui, so che il mio libro piacerà sicuramente!

    Un infinito GRAZIE ai ragazzi del MotoAluogo per la straordinaria ospitalità e l’amicizia.

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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