• Da Follonica all’Amiata (e ritorno)

    by  • 18 agosto 2011 • Itinerari • 0 Comments

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    Itinerario dal mare alla montagna, per sfuggire alla calura estiva e alla salsedine.
    Non so se siete amanti della vita di mare: spiaggia, caldo, salsedine, orde di bambini, quasi sempre figli di altri, più furbi di me, che mi assediano per fare un castello di sabbia… la pesca dei granchi, passeggiate, costumini femminili che, di anno in anno, continuando a lavarli, si restringono sempre più… e allora perché non cedere alla tentazione di infilarsi, con 40 all’ombra, una bella tuta di pelle e avventurarsi verso l’interno della Toscana?
    La partenza del nostro itinerario è Follonica, località balneare nota soprattutto per la pista di motard al palazzetto e per i tordelli di Torello dalla quale, dopo anni e anni di infruttuosi tentativi sono riuscito a trovare l’unica strada asfaltata che se ne dipartisse che non fosse un’asfissiante dirittone di 25 km almeno. Partiamo con un bel bombolone alla crema, checché se ne dica, ancora il miglior modo di iniziare una giornata, in Italia, oggi.

    Uscendo dalla città, si oltrepassa l’uscita Follonica est della Aurelia, per deviare dopo un km verso Montioni, e deviare a destra dopo altri 4 km di strada pianeggiante ma almeno ombreggiata per la strada della Marsiliana. Ci si ritrova subito immersi in una realtà distante anni luce da quella delle spiagge e dei sederi al sole (saremo cretini noi?…): saliscendi appassionanti, vegetazione, impossibile incrociare una macchina.

    Ci allarmiamo dopo 4 o 5 km: un fischio regolare ma che non varia con il cambio di velocità ci fa temere per un guasto alla moto. Spengiamo il motore, il suono continua: sono le cicale. Anche lontano dal mare, incredibile.
    Proseguiamo fino a sboccare vicinissimo a Massa Marittima. Impossibile non fermarsi per vedere la stupenda piazza con il Duomo.

    Scendiamo in direzione di Gavorrano, per passare accanto al lago dell’Accesa, dove è possibile fare il bagno, ma noi fuggivamo proprio da questo, e continuiamo invece per Ribolla. La strada torna ad essere bella salendo verso Roccastrada, e scende e sale di nuovo con un dirittone panoramico verso Civitella Marittima.

    Invano cerchiamo di raggiungere Paganico per una delle stradine interne segnate sulla cartina: quella che oramai è diventata una superstrada, la Siena-Grosseto, ha fagocitato misteriosamente ogni attraversamento. Veniamo risucchiati senza possibilità di uscirne, coinvolti nel flusso delle orde di auto di coppiette marcianti verso la missione di una abbronzatura perfetta, lui al telefonino, lei con i piedi sul cruscotto. Riusciamo a conquistare Paganico e seguiamo le indicazioni per la “strada del vino” di Montecucco. È veramente bellissima

    Si viaggia fra i filari di viti su una strada panoramica e poco frequentata, a volte dissestata per lavori. Ma per noi supermotards toscani, questo non è certo un problema!
    Si continua per Cinigiano: in un continuo susseguirsi di curve si assiste al cambiamento della vegetazione, che diventa sempre più costituita da sempreverdi e piante di montagna. Decisamente il panorama cambia, e la temperatura anche.

    Ci avviciniamo a Monticello Amiata, per scendere verso Arcidosso su un nastro di asfalto ombreggiato e divertente. Superato il centro abitato di una città piuttosto importante a ridosso dell’Amiata, intraprendiamo la ripida salita alla montagna. Perché tutte le volte che, fosse anche ferragosto, salgo su una strada di montagna in moto, mi balena nella mente il pensiero idiota: “stasera accendo il caminetto?”

    Il paesaggio è mutato di nuovo: alberi ad alto fusto ombreggiano una tipica strada delle montagne più alte dell’appennino italiano (sembra quella della Secchieta, dai…), massi arrotondati a volte enormi, posati ad arte da una volontà capricciosa e dal notevole estro artistico incombono sulla carreggiata. Noi saliamo ammirati fino alla cima, dove l’immancabile santuario raggiungibile a piedi offre un panorama stupendo sulle vallate circostanti.

    Ritorniamo verso Follonica e chiudiamo il nostro giro passando da Triana, Roccalbegna e Murci,
    che ospita un parco eolico. Di solito la presenza delle pale per l’energia eolica è ostracizzata per motivi paesaggistici, senza considerarle per la forma di progresso e civiltà che rappresentano. Decidiamo di immortalare il nostro arrivo in questa importante località, che ha dato i natali ad uno dei miei compagni di viaggio. Non gli ho chiesto in quale delle due case del paese, se in quella di destra o quella di sinistra.

    Da Murci a Scansano è una pista di kart: asfalto perfetto, una curva dietro l’altra; una dozzina di km di divertimento puro! Scansano ci fa tornare al paesaggio bruciato dal sole al quale eravamo abituati. Le strade sempre bellissime, soprattutto mano a mano che ci avviciniamo a Grosseto con i campi coltivati e ben curati, le fattorie e le viti.
    Passiamo accanto agli insediamenti etruschi di Bagno Roselle per battere infine in ritirata sulla Aurelia, che in 20 minuti ci devasterà molto più di una giornata intera in sella.
    Togliere finalmente la tuta di pelle è davvero un sollievo, ma se Dio vuole, domani potrò rimetterla, per andare a provare le moto elettriche nella pista del Palazzetto.

     

    Il meglio delle avventure del Kiddo è narrato nello stupefacente volume, edito da Promoracing editore, “Strade Traverse”

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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