• Fine Art Dirt Collection

    by  • 18 agosto 2011 • Dirt Track • 0 Comments

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    A Pitti Uomo, le moto dei sogni.

     


    “Per capire come guidare il dirt devi andare contro natura, come se qualcuno ti dicesse che per respirare devi tenere la testa sott’acqua invece che fuori”.
    Massimo “Il Conte” Bruni è di Prato, per correre deve costringersi a lunghissime trasferte in Veneto, a dir bene, oppure in Repubblica Ceca o Slovenia. Ora è convalescente dopo l’operazione alla spalla e smania per poter tornare in forma all’inizio del campionato.
    “… ad un certo punto mentre sei intraversato senti che la moto si impenna e sta per volarti via. È allora che devi dare il gas e piegare di più, perché se levi lei si raddrizza e senza freno davanti punti le tavole…”
    Le tavole al bordo della pista di speedway devono avere l’aspetto di quelle in piedi a lato dello stand: alte, dritte e schizzate di fango, poco amichevoli.
    Alberto Narduzzi, fotografo di moda e di moto ( www.photo2capetown.blogspot.com ) è un amico di tastiera, conosciuto per quella magia che lega tutti quelli che non possono fare a meno di stare vicino alle motociclette; ideatore della mostra, mi guida attraverso gli oggetti che popolano lo stand a Pitti Immagine Uomo all’interno della Fortezza da Basso di Firenze presentato da Alberto Fasciani, stilista e pilota. Oltre alla preziosa moto da speedway di Fasciani, e al dirt motorizzato Tm (lì hanno cominciato a prudermi le mani…), le customizzazioni di Mr. Martini su base Triumph Bonnie e Honda Xl, oltre a quelle di Tottimotori.
    Una rappresentazione di un mondo intero che è al tempo stesso forma, e sostanza. Che si fondono e si confondono, diventano l’una complementare dell’altra. Il parastelo in alluminio battuto dalla lastra, satinato, gibboso, imperfetto, vivo. Pezzi d’arte e di abilità manuale destinato a raccogliere fango. Pezzi di meccanica, staffe dal pieno, oggetti lucidi, maniacali e meravigliosi. Stivali e tute, caschi jet, blocchi motore con mille battaglie da raccontare. Forme solide, destinate ad una funzione, che diventano quindi sostanza. La forma di chi vende immagini evocative, la sostanza di un mondo che vive, soffre, spinge, si infanga e tocca per i pochi attimi di un drift perfetto la sensazione di gioia assoluta.
    “Quando riesci a fare una curva intera in derapata, allora lì…” e finiscono le parole. C’è solo da immaginare, evocare, ammirare.

     

     

     

     

     

     

     

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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