• …ma lo scooter, no!

    by  • 18 agosto 2011 • Dentro al casco.. • 0 Comments

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    Questione di stile 2

    …Ma lo scooter no!

    La ragazzina è ferma con lo scooter al lato della strada, espressione disperata, gronda acqua dal patetico sacchetto antipioggia sopra al piumino di Hello Kitty. Avrà l’età di mio nipote, io e il mio ferraccio ci fermiamo per sentire se ha bisogno di aiuto. Il motorino è morto, l’aveva fatto altre volte, lei rischia di arrivare in ritardo al lavoro. Offro un passaggio che vado in centro anch’io sperando, di questi tempi, di non essere frainteso. Lei tradisce un attimo di angoscia: probabilmente è la moto, una vecchia enduro anni ’80, oppure l’abbigliamento a darle un senso di disagio. Chi ha uno scooterone di solito non deve andarsene in giro con gli sciantillì (non so perché, ma gli stivali di gomma da noi li chiamiamo così), i pantaloni di giallone, il casco modulare, la giacca della Belstaff impastata con la polvere delle sterrate della Maremma che con l’acqua diventa fanghiglia e cola sulla sella. È anche l’unico capo di abbigliamento, a distanza di 15 anni, ancora veramente impermeabile e che continua a tingermi di nero i pantaloni (quando si dice le cose fatte per bene) e poi il tocco di classe, i guanti di gomma antiacido che prevengono l’artrite ma fanno molto fetish.
    Alla fine accetta, più per forza che per amore, arrampicandosi sulle pedane del passeggero, alle quali non mi ricordo se ho controllato i serraggi. Svicolando nel traffico, penso che forse avrebbe preferito uno sconosciuto meno motofondamentalista.
    Non credo di potermi definire un razzista. Il razzismo, è un problema. Riconoscere di avere un problema, è parte di una soluzione. Spesso, un problema può essere causato non da fattori personali ma ambientali. Lo so, ho rotto le palle, ora mi spiego.
    Vi capita mai di sentire qualcuno che dice “sono sempre in giro in moto”, e voi già vi immaginate di aver trovato un nuovo compagno di avventure, qualcuno con la stessa insana passione per la motocicletta, un fratello col quale passare ore e ore a ragionare di modelli, gite, progetti. E invece no. Interrogato a proposito, il soggetto risponde “beh, non proprio una moto come la tua, uno scooter”. “Ma guarda che è comodo, ci si va al mare in due senza prendere vento, non ti bagni e poi c’è qualcuno che ci fa le pieghe come una moto!”
    Opinioni assolutamente incompatibili con chi fa dell’essere motociclista uno stile di vita e preferisce le intemperie e la scomodità per avere una moto VERA, di quelle che cambi marcia, sposti con le ginocchia e coi piedi, senti l’anteriore, danno il gusto delle piega o che semplicemente, anche se sei arrivato giusto a prendere il pane, prima di relegarla in garage, ti metti incantato a guardare. E sai che quello non è un semplice mezzo di trasporto. Nel bene o nel male, è la tua moto.
    Ovviamente, a chi si pronuncia con tale forte coraggio a sostegno di una causa, si domanda spesso una notevole coerenza, tanto che a volte si rischia di diventarne vittima. Dopo essersi indignati nel vedere a giro tutti questi ragazzetti che si diseducano a bordo di motoretti di plastica, come si può uscirsene davanti a chicchessia con un “certo che se avevo uno scooter, un po’ meno freddo lo prendevo…”. Se fate parte della categoria del motociclista vero, sarete guardati come eretici durante il periodo dell’Inquisizione. Gli amici vi insulteranno, i conoscenti commenteranno “hai visto, tante chiacchiere, e poi…”; persino vostra moglie scuoterà il capo sentenziando “te con uno scooter? Ma fammi il piacere, lo tieni una settimana…”, dandovi ad intendere “non sei più l’uomo che ho sposato!”. Per cui è meglio fare silenzio e tornare a casa la sera con un principio di congelamento alle mani, brividi perenni, vomito da congestione.
    L’unico problema è che non tutti subiscono volentieri le nostre radicalità, e mi pare che la mia occasionale passeggera, che non so neanche come si chiami, non sia molto felice del mio mezzo di trasporto. Arriviamo finalmente in centro, lei scende, il piumino di Hello Kitty ha perso il suo candore, insozzato dalla fanghiglia maremmana. Mi aspetto che si disperi o qualche forma di ingratitudine, invece si leva il casco e mi mostra un sorrisone a trentadue denti: “Certo che la moto è un’altra cosa, altro che motorino”.
    Io mi rifugio in cantiere, l’architetto si chiederà cosa ho da essere così di buon umore, gocciolante come sono. Uno a zero, palla al centro!

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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