• Attenti a quei due, di Nico

    by  • 5 settembre 2011 • Avventure, Ospiti • 0 Comments

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    Il primo racconto ospitato sulle pagine del kiddo.it, buona lettura.

    Di NICO

     Vorrei raccontare questo aneddoto semiserio (ma reale) che mi è accaduto ieri, in compagnia del solito EVO.
    In breve, il mio socio salmastroso mi ha chiesto il favore di andare con il furgone a prendere la sua shiver al porto di piombino, sorvolo sul perchè e percome che sennò diventa la storia della messa cantata.
    Quindi ok, ci troviamo il giorno alle 11.30 con il mio furgo-rom. Direzione il porto di piombino.
    Dentro il furgone ho ancora la ruota di una macchina che ho portato la settimana scorsa ad una mostra scambio e vari pezzi di altra natura (tra cui anche pezzi del v-strom di niccrawler recuperato un paio di settimane fà, sempre ad opera del furgo-rom).
    Caldo, tanto, il furgone ha l’aria condizionata (dalla temperatura esterna). Il finestrino lato guidatore è bloccato.
    Schiumo.
    Facciamo 25 euri di gasolio e partiamo per piombino.
    Arriviamo senza particolari incidenti intorno alle 13.30, prendiamo la moto e la carichiamo.
    Vista l’ora decidiamo di fermarci a prendere un pezzo di pizza al taglio.
    Parcheggio il furgone in un viale e scendiamo.
    Scopriamo che la pizzeria al taglio è chiusa, notiamo una Coop e decidiamo di rifugiarci dalla calura al suo interno.
    Andiamo al banco e compriamo un po’ di pizza, da bere un chinotto per EVO confezione da tre di succhi d’ananas per me. Ci mettiamo, da bravi barboni, a sedere sulle scale all’interno del centro commerciale.
    Passano 5 minuti e veniamo scacciati da una commessa che dice perentoriamente che “qui non si può stare”.
    Azz, penso tra me e me, devono avermi riconosciuto… 
    Vabbè, mal di poco, finiamo le pizze e ci incamminiamo al furgone.
    Mentre ci avviciniamo, ad una distanza di circa 200 metri noto un’auto che posteggia di fronte al furgone.
    Scendono due tipi, uno con camicia havaiana, capello ingellato. L’altro con t-shirt, pelato.
    Cominciano a girare intorno al furgone con aria sospetta.
    La mia infallibile conoscenza antropologica me li fa classificare: albanesi, cercano sicuramente di rubarci la moto.
    Rallento il passo per vedere cosa fanno, quello pelato gira dietro il furgone, chiama con il cellulare.
    Sta sicuramente avvertendo i suoi scagnozzi di venire con un furgone più grosso.
    Magari un tir, così da caricare dentro il furgo-rom (sicuramente la preda principale) e, di conseguenza, la schifer di EVO (certamente preda secondaria).
    Mi avvicino, estraggo le chiavi del furgone e mentre le inserisco nella toppa faccio a quello con la camicia: “serve nulla?”
    Risposta secca “nono…” si fruga in tasca, estrae un cartellino “favorisca i documenti, suoi, del furgone e della moto”.
    ECCOCI ALL’ACQUA.
    Apro il furgone, il cassettino portaoggetti, prendo il libretto del furgone, la patente e li porgo al carabiniere in borghese.
    “Ecco qua, l’assicurazione è esposta e per quanto riguarda la moto…bhe, è sua” rivolgendomi al bischero elbanico “tommo, tira fuori i documenti”.
    Ed è qui che si rinnova perentoria la domanda “PERCHE’ sono ancora amico di quella specie di mina vagante?”.
    Ovviamente il furbone non ha dietro nulla.
    N. “Tommo, sei scemo? Veniamo a prendere la tua moto e non ti porti i documenti??”
    T. “Eh, De, DE…l’avevo nello zaino, DE, insieme agli specchietti…DE DE…me ne so’ dimenticato…ma tanto potete controllare anche voi no? la moto è intestata a me..”
    Carabiniere “vabbè ragazzi, datemi entrambi i vostri documenti, ora arriva la volante che abbiamo chiamato, vi lasciamo in mano loro”
    Aspettiamo 2 minuti ed arriva la volante.
    In questo momento dovrei stare zitto, lo so, però è più forte di me: devo fare una domanda idiota.
    N. (con evidente faccia da ebete) “scusi, una domanda, prima che ve ne andiate, ma voi siete carabinieri in borghese o cosa?”
    Carabiniere “certo che siamo carabinieri, che i poliziotti si mettono a chiamare la concorrenza??”
    N. “…eh…in effetti…buona giornata”
    I due in borghese salutano e se ne vanno. Salutiamo anche noi.
    Ormai lo sento: la giornata finirà in questura. Con l’elbanese intorno non si sa mai cosa ti capiterà, ma io lo so.
    Questura, ne sono certo. Già mi immagino a sbattere la tazza sulle sbarre per reclamare il rancio quotidiano.
    Si presentano i nuovi due, in uniforme, consegniamo i documenti ad uno dei due che va a fare gli accertamenti del caso lasciandoci in compagnia dell’altro.
    Il siparietto che segue ha un che di tragicomico, giuro che la conversazione si è davvero svolta così. I personaggi sono EVO (E), Io (N), Carabiniere (C).
    Domande di rito.
    C “allora ragazzi cosa ci fate in giro da queste parti?”
    N “eh..siamo qua a prendere la sua moto, la stiamo portando a siena perchè gli è scaduta l’assicurazione”
    C “ah, ma da dove la state portando, scusate?”
    E “dall’elba”
    C “perchè?”
    N “eh perchè lui è dell’elba..”
    E “…si ma studio a siena”
    C “ah, ho capito…e perchè ti sei fatto venire a prendere da lui (io, n.d.r.) invece che rinnovare l’assicurazione? ”
    E “eh, perchè la stò vendendo e allora era uno spreco pagare l’assicurazione per non usarla..”
    C “si, però non capisco perchè la stai portando a siena”
    E “eh, DE, perchè, DE, all’elba non ci viene nessuno a prendersela quindi la porto a siena…DE”
    C “ho capito…bella comunque…”
    E “oh, se vuole gliela vendo eh! PREZZO BONO, da amico”
    (nel frattempo io avevo entrambe le mani nei capelli)
    C (gongolando) “nono, io ho uno scooter, T-max 500, non so se lo conoscete..”
    N “sisi..ho presente…in confidenza…però che cesso!! Si prenda una moto! Cioè, per carità, un bel motore…”
    (e qui le mani nei capelli le aveva EVO)
    C “no, mi fa comodo così..però molto bella davvero. Ok, quindi abbiamo detto che tu sei dell’elba”
    E N ” Si”
    C “e studi a siena”
    E N “Si”
    C “e state portando la moto a siena”
    E N “Si”
    C “ok, e tu invece che fai?” (rivolgendosi a me)
    N “anche io studio, a firenze fuori sede però”
    C “ah…” (espressione poco convinta)
    N “si però sono di siena!”
    C “si…ma com’è che vi conoscete?”
    E V “perchè si và in moto insieme!”
    C “ok, quindi ricapitoliamo, tu sei dell’elba e studi a siena, tu sei di siena e studi a firenze, uscite in moto insieme e state portando questa moto senza assicurazione a siena perchè lui la deve vendere”
    E N “Si”
    C “ragazzi…vi drogate? Ditelo seriamente perchè ce ne accorgiamo..” (giuro che l’ha detto sul serio!! n.d.r.)
    E N “No No No!! per carità! Nemmeno fumiamo noi!”
    C “PURE! Certo che siete proprio disgraziati, non ci credo”
    N “se vuole controllare..ci faccia pure i test..”
    C “nono, lasciamo fare, ma siete sicuri che non avete niente dietro? neppure un po’ d’erba?”
    N “no guardi, non ci droghiamo, se volete perquisire il furgone fate pure..” e apro lo sportello laterale.
    ([censurato])
    C “E tutta ‘sta roba che ci fa qua dentro??”
    N “eh è roba mia…non avevo voglia di scaricarla stamani..”
    C “e tutte ‘ste ruote??”
    N “bhe, una è quella di scorta del furgone, l’altra….bhe….ecco l’altra….(colpo di genio) è della mia macchina! L’avevo forata e l’ho portata a riparare, poi mi è rimasta dentro..”
    C “mah…ok….vabbè diamo un’occhiata”
    N “eh si c’è un po’ di roba dentro, sa noi abbiamo una grande passione per le moto…capisce anche lei com’è, stiamo spesso e volentieri a smontarle”
    C “si però ragazzi anche voi…in giro con le moto nel furgone..ma un po’ di [censurato] no?? Voglio dire…qua dentro potevate stendere un materasso, al posto della moto, vi DIVERTIVATE!”
    E N (allibiti) “eh sa…ha ragione…ma lui tromba anche (riferendomi a Evo), so io che ultimamente…”
    C “vabbè vabbè…ora aspettiamo che il collega verifichi”.
    Aspettiamo un po’ e facciamo cortesemente altre due o tre chiacchere.
    Alla fine arriva il collega e scherzando ci comunica che sequestrano tutto, moto, furgone e noi.
    Controllano sommariamente se le ruote son lisce, se il furgone è in regola.
    Poi ci dice che è tutto a posto, ci consiglia di portare dietro i documenti la prossima volta e mi ricorda che il mese prossimo scade la revisione al furgone.
    Salutiamo e ripartono.
    Con questo cosa voglio dire…non lo so, a parte i risvolti tragicomici della faccenda vorrei dire che sono contento di aver perso 45 minuti della mia vita perchè fermato da una pattuglia insospettita, in borghese prima e in divisa poi.
    A parte le classiche domande di circostanza iniziali, dove è raro che l’agente rimanga simpatico, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare i componenti di questo corpo, che si dimostrano spesso competenti, scrupolosi e (importantissimo) attenti al buon senso.
    Grazie quindi sia alla pattuglia che ci ha controllato, sia alla pattuglia che si è insospettita nel percorrere la via.
    Questa volta hanno fermato noi che, pur sospetti (lo ammetto), non avevamo nulla non in regola (eccetto il fatto che il bischero non avesse dietro i documenti, su cui per fortuna hanno chiuso un occhio dopo le verifiche). La prossima volta però potrebbero beccare la moto che è stata rubata a qualcuno di noi.
    E li ho anche ringraziati per questo, quando ci hanno salutato.
    E se vi siete rotti le scatole a leggere…cavoli vostri!!

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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