• Motobenedizione 2012, di Franz Ducati

    by  • 2 gennaio 2012 • Avventure, Collaborazioni, Dentro al casco.., Raduno • 0 Comments

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      Ritorna Franz, amico del Kiddo.it e ormai ospite fisso x un commento sulla Mtobenedizione a Montesenario (Fi). Rinnovo l’invito a chiunque volesse mandarmi del materiale a spedire a info@ilkiddo.it i racconti, aneddoti o qualsiasi sfogo da motociclista possa venirvi in mente. la parola a Franz Ducati:

    La motobenedizione di capodanno a Montesenario più che una tradizione, è un rito. Che poi a un mangiapreti come me l’acqua benedetta dovrebbe provocare ustioni, invece via, tutto sommato è sopportabile. Anzi, è proprio accettabile, tant’è che tutti gli anni verso l’ora di pranzo mi vesto a strati di lana e vado su per la collina, oggi poi la giornata era freddina ma al sole si riusciva anche ad apprezzare un bel teporino. Che poi oh, a dirla proprio tutta, io alle benedizioni e tutte quelle cose lì non ci credo. Però. Lascia stare. Male non fa. E poi ‘un si sa mai.
    Non è un raduno, è un ritrovo di amici, non hai appuntamento con nessuno in particolare ma sai che qualcuno che ti dirà “Bah” Guarda ci c’è!” lo trovi di sicuro. E sono strette di mano, pacche sulle spalle, racconti di bagordi della sera prima, (si svolge il 1° dell’anno, NDR) e resoconti di pieghe e di viaggi da un anno all’altro.
    Trovi lo smanettone in tuta di pelle e ginocchiere alla frutta che sporge il culo dalla sella anche per mettere la GSXYZZR sul cavalletto e che racconta dell’ultima volta al Mugello che se non era per il chattering stracciava il record di Stoner, trovi l’harleysta che di solito fa l’incravattatissimo impiegato di banca e per l’occasione sfoggia il giubbottaccio pieno di spille e patacche, trovi il ragazzino col Ciao e la su’ mamma tutta orgogliosa che il Ciao era il suo di quand’era ragazzina, trovi il signore con una spettacolare Terrot del ’25 e ancor più spettacolari calzettoni a losanghe e scarpe con le ghette, trovi il guzzista col cappello da cowboy il giubbotto con le frange e i pantaloni di gabardina con la piega fresca di stiratura, trovi l’espertone che si accovaccia accanto a ogni moto tutto assorto in contemplazione di chissà quale particolare, trovi quello con casco e abbigliamento fuori dal tempo che mette in moto il tre cilindri Kawasaki con la pedivella, trovi una MV America che ne devono aver vendute tre in tutto e quella pare uscita ieri dalla concessionaria, trovi uno che chiede a un altro se gli fa sentire il rombo del suo mezzo e l’altro si schernisce ma gli brillano gli occhi dalla gioia di poterlo condividere e spiegare e raccontare, e non riesco a immaginare quanto gli sorrida il cuore.
    E io gironzolo tra ferrivecchi e personaggi da fumetto, gioielli e amici, e gli anni passano ma il primodellanno son sempre lì, magari con un maglione in più, ma con la stessa aria del bambino nel paese dei balocchi.
    Ci rivediamo tra 364 giorni. Garantito.

    PS: siccome queste righe mi paiono un po’ troppo melense vediamo di raccontarla tutta fino in fondo e di renderle un po’ meno politically correct: che insomma, sulla via del ritorno la strada è di quelle che la potrei fare a occhi bendati come Tony Binarelli, e a un certo punto mi passano alla garibaldina delle truppe cammellate (leggasi BMW GS, non me ne voglia il Kiddo). Diobono, sarò invecchiato ma c’ho sempre il culo su un attrezzo rosso con su scritto “Campione del Mondo Superbike” e sul manubrio c’ho tutta una miriade di bottoncini che pare lo Shuttle, e sfruttiamola ‘sta mappatura ingnorante! Gas e via. Ciao ragazzi, vi aspetto all’oasi!
     

     

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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