• Passo della Raticosa

    by  • 20 gennaio 2012 • Avventure, Itinerari, Motoguida, Sicurezza, Test • 0 Comments

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    I Guardiani del faro 1

    Il passo della Raticosa

    pubblicato su “Il Galletto del Mugello” gen 2012

    Ci sono solo due modi di percorrere una strada aperta al pubblico in moto. Uno è quello al quale siamo costretti ad assistere troppo spesso nei fine settimana di primavera e inizio estate, ovvero di sciami di smanettoni che si sparano per le solite due o tre strade dei Passi incuranti di qualsiasi norma anche più elementare di buon senso; l’altro è quello operato probabilmente dalla minoranza silenziosa, che da meno nell’occhio, che vuoi per giusto approccio alla moto, per inesperienza o solo perché non tutti si sentono dei superuomini porta a guidare con la giusta conoscenza di sé, dei propri limiti, del mezzo o semplicemente delle condizioni ambientali, mantenendo sempre una Riserva di Sicurezza, ovvero un margine di errore per ognuno di questi tre fattori.   
    I passi dei nostri Appennini e le strade che vi arrivano possono essere considerate come delle piste da sci. C’è la via principale, quella segnata e scorrevole dove trovi un po’ di tutto, lo stradello di collegamento, se si vuole il fuoripista – lo sterrato – ma soprattutto, in cima c’è il rifugio!
    Forse quello più conosciuto insieme al passo del Muraglione, dove si ritrovano spesso fiorentini e romagnoli, è decisamente il Passo della Raticosa, o della Futa come dicono gli emiliani per il nome di uno dei paesi più prossimi al valico.
    A metà strada infatti tra Firenze e Bologna, è il punto di ritrovo del fine settimana e colonna d’Ercole ideale per i numerosi motociclisti che si fermano per quattro chiacchiere, un caffè o semplicemente per far ammirare il nuovo acquisto. Non c’è infatti miglior modo per vedere dal vivo un modello appena uscito che recarsi il sabato pomeriggio sulla Raticosa. Vi si accede dalla parte emiliana della SP 65 o della Futa dal paese di Pianoro per salire sul meraviglioso tratto che passa da Loiano e poi Monghidoro, famoso per i natali al cantante Gianni Morandi o anche di più per l’”ottovolante”, una sequenza di un paio di curve in contropendenza prima dell’ingresso in paese.
    Dalla parte toscana, invece la strada è regionale, ed è più interessante per il paesaggio che offre che non per il percorso, interrotto dai numerosi paesi ma sempre in grado di regalare delle bellissime sensazioni a chi ama la guida pulita e il piacevole dondolarsi tra le curve. Bellissime le “scalette” presso Monte di Fo o la misconosciuta stradella che passa da Piancaldoli e Carburaccia, un Bignami di tutte le condizioni di percorso possibili in una decina di chilometri.
    In cima al Passo della Raticosa troviamo il signor Bruno Paolini , proprietario del celeberrimo Chalet dal 2001, neanche a dirlo appassionato motociclista. Anche se non avessimo dovuto fare uno slalom fra le moto per entrare, dentro si respira aria di passione per le due ruote a motore, a partire dalla bacheca con gli annunci di compro-vendo, alle riviste, fanzines, libri (c’è anche il mio, un po’ nascosto ma c’è), volantini di raduni prossimi o appena passati, maglie di motoclub amici come quello Della Futa, appunto, che qui organizza eventi anche molto importanti come il test ride per Aprilia. E poi le foto dei ritrovi, la tivù sul retro che incredibilmente trasmette sempre una manches di Superbike, le crostate fatte in casa, vera panacea del motociclista affaticato.
    Paolini mantiene la sua missione di guardiano del faro – è questa l’immagine che ci viene naturale, soprattutto in una fredda giornata di nebbia – nonostante un recente lutto, e ci espone la sua teoria sugli smanettoni e sui posti di blocco che compiono vere e proprie retate a danno dei motociclisti colpevoli spesso anche solo di transitare con un particolare appena non regolare.
    La sua Honda Hornet, sostiene Paolini è una moto più che sufficiente per divertirsi e fare una bella guida. Spesso dalla sua posizione privilegiata vede un sacco di gente con mezzi all’ultimo grido, ultrasofisticati e che poi non sono in grado di guidare, o che hanno comportamenti sbagliati soprattutto all’interno dei paesi. Oppure moto modificate, scarichi aperti, quando per divertirsi basterebbe molto meno.
    E come dargli torto? Scendiamo dal passo metitando sulle parole del nostro guardiano del faro.  Giriamo verso Pagliana in direzione Firenzuola e Passo del Giogo, che si chiama così perché… vabbé, ma questa è un’altra storia, di altri custodi del Passo, di altre mete di scorribande motociclistiche.

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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