• Il Passo del Giogo

    by  • 29 gennaio 2012 • Avventure • 0 Comments

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    I Guardiani del faro 2

    Il Passo del Giogo

    Pubblicato su “Il Galletto” del Mugello gennaio 2012

    Avevamo concluso la prima parte de “I Guardiani del faro” con la promessa di spiegare perché il Passo del Giogo si chiamasse così. In realtà dalle mie poche Fonti non sono riuscito a ricavare granché. Lo stesso Raffaele Basciani, che gestisce il ristorante in cima al Passo mi ha potuto soltanto dare delle informazioni abbastanza vaghe a proposito della forma che si può riconoscere “a bruzzico”dalle montagne vicine che ricordano la sagoma armoniosa di un giogo, appunto.
    Raffaele e la sua famiglia sono proprietari del bar-ristorante-albergo dal millennio scorso, ovvero dal 1999, e crediamo rappresentino il vero anello di congiunzione fra il Mugello e la vallata di Firenzuola, famosa per l’estrazione e l’indotto della pietra serena. Sebbene sia un amante delle moto, ma di quelle tassellate che vanno per il bosco, Basciani conosce bene la realtà dei centauri che affollano il suo ristorante e che vengono spesso dalla Romagna. Il “raduno” come si intendeva un tempo, di fissare in gruppo in un posto e poi eventualmente partire, ha lasciato il posto a forme di ritrovo dettate dai forum su internet, e come ci dice Raffaele, spesso i gruppi che arrivano sul Giogo sono parte di un raduno che sta viaggiando e organizza la sosta in quel punto, che ha assunto nella mitologia motociclistica una valenza pari ai Passi di Futa o Muraglione. Anche per facilitare i gruppi e le loro esigenze di rimettersi in sella, si ricorre spesso a un menu prefissato dove non deve mai mancare la Fiorentina, vero emblema della nostra cucina! Per suggellare l’unione col popolo in casco e tuta di pelle, la famiglia Basciani organizza fra l’altro anche il “Giogoraduno”, del quale avevamo già avuto modo di parlare a ottobre scorso, un modo per riunire alcune delle belle e importanti realtà del motociclismo mugellano e non solo. “Non ci sarebbe neanche bisogno dell’evento, tanto i motociclisti vengono lo stesso…” ci confessa Raffaele. Si, però per noi che partecipiamo, è come celebrare un amore che si rinnova ogni volta che facciamo queste strade.
    Per chi va n moto, il passo del Giogo è forse una tesi di laurea, una sintesi di quanto di più emozionante si possa trovare da guidare. Il succedersi senza tregua alcuna delle bellissime e strette curve da raccordare è pari solo alla straordinaria maestosità di un paesaggio che da Ponzalla in poi, dalla parte mugellana, lascia ai (pochi) contemplativi la possibilità di cullarsi in sella entrando a far parte di un ambiente che incanta, stupisce, evoca. Evoca fra l’altro le battaglie della seconda guerra mondiale, che proprio in prossimità del Passo hanno visto l’avanzata e i bombardamenti dell’esercito americano e l’opposizione di quello tedesco schierato lungo la Linea Gotica.
    Le nostre “battaglie” domenicali per chi arriva prima in cima sono invece ben più modeste; il Passo congiunge in pratica il Mugello con l’abitato di Firenzuola, famosa per l’estrazione della pietra serena e anche se il traffico è sempre abbastanza scarso, lo scambiare una strada aperta al pubblico per un circuito chiuso è spesso causa delle peggiori disgrazie. Sebbene il fenomeno si sia per cause molto drammatiche inevitabilmente attenuato, proprio per la natura “chiusa” di questo percorso si vedevano purtroppo dei gruppi di motociclisti percorrerlo avanti e indietro come una pista. La cosa ha generato fra l’altro aneddoti a volte tragici e veritieri; altri, se non fantasiosi, decisamente splatter e tutti da verificare, dove fantomatici raiders specializzati sulle curve del Passo attirano ignari giovani inesperti sfidandoli alla guida. Sicuramente la presenza di (a volte assurdi) ostacoli fissi, guard rail, pali di ferro e muretti, nonché dei piccoli centri abitati, consigliano a chiunque abbia dei forti pruriti al polso destro di andarli a sfogare al vicino Circuito del Mugello, dove peraltro il 27 e 28 febbraio prossimi si terrà l’ormai consueto Motor Fest e si avrà la possibilità di provare gratuitamente le moto messe a disposizione dalle Case.
    Scendendo dalla parte di Firenzuola si può costeggiare il Santerno per una decina di chilometri, per deviare a destra in località Coniale per il valico del Paretaio, che ci porterà per una incomprensibile strada ora larga e panoramica, ora stretta e sporca fino a Palazzolo sul Senio, dove risaliremo verso il desolato e meraviglioso Passo della Sambuca e poi al Prato all’albero, dove si tiene il primo fine settimana di gennaio ormai da diversi anni e con sorti alterne uno dei ritrovi più originali: la Motopancetta!!

     

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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