• Il Passo della Colla

    by  • 19 febbraio 2012 • Avventure, Itinerari • 0 Comments

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    I guardiani del faro 3
    Il passo della Colla

    Pubblicato su “Il Galletto del Mugello”, febbraio 2012

    “Il vero motociclista va anche d’inverno.”
    Alcuni, ancora più talebani, sostengono “solo”, d’inverno. E’ una affermazione che può far sorridere, fa venire in mente la famosa sega sassone, quella in cui ti percuoti i genitali con due sassi e godi quando ti manchi. Sarà per rispettare questa regola da biker duri (quelli coi gilets di pelle con le patacche cucite, per intenderci) che la famosa Motopancetta si tiene il primo fine settimana di gennaio in località Prato all’albero, a due passi dal Passo della Colla. Nata nel 2000, per celebrare un incontro fra sconosciuti che si fermarono per caso in quel posto e che misero in comunione chi il fornellino da campo, altri della pancetta rimasta dal concludente viaggio all’Isola d’Elba. Soddisfatti dell’esperienza motociclistico-conviviale, si decise di ripeterla in inverno. Da allora è un rito che Fred e Daniela celebrano con costanza.
    Il mio amico Alessio, che mi accompagna in questa gita fuori stagione per conoscere i gestori della Locanda della Colla, non è molto convinto che l’asfalto umido e il freddo alle mani siano la condizione migliore per divertirsi alla guida della moto, ma sulla Colla non c’era mai stato, ed ha colto l’occasione. C’è da dire che è giovane, e la strada sul valico che unisce Borgo san Lorenzo e la valle della Sieve alla valle del Lamone e Marradi non ha la notorietà dei più blasonati Futa o Muraglione: è forse la prima a sporcarsi d’autunno e l’ultima a ripulirsi a primavera. Poco segnalata dai cartelli del fondovalle, spesso umida, coperta dalla vegetazione ed incredibilmente (e meravigliosamente) tortuosa, almeno dalla parte Toscana, non consente distrazioni e mette a dura prova le capacità di guida di chi la affronta. Proprio per queste sue caratteristiche il Passo della Colla è un po’ meno frequentato dagli smanettoni della domenica, ma venerato da un minor numero di estimatori. È un percorso per motociclisti “veri”, che già sui rettilinei dopo Panicaglia diverte con un inevitabile “salto” sul passaggio a livello, e dopo aver attraversato quasi interamente il paese di Ronta si immerge nella stretta valle scavata nella roccia dal torrente Ensa, che costeggia la strada e incanta con piccoli bacini e cascatelle. Chi va in moto sarà anche più incantato dai numerosi tornanti che accompagnano fino al paese di Razzuolo, l’ultima frazione prima del tratto che ci porterà in cima all’Appennino e che ci immaginiamo conviva con una certa difficoltà con i numerosi centauri che troppo spesso si scordano di chiudere il gas mentre si attraversa un centro abitato.
    Per chi scrive, è ancora memorabile l’episodio in cui, avendo “alleggerito” il gas, subii un sorpasso in pieno centro del paese, salvo poi ritrovare il mio “rivale” affettuosamente abbracciato ad un guard rail sul lato opposto della carreggiata nella prima difficile curva a destra prima del cimitero. Poco danno, per fortuna, solo la sana soddisfazione di potergli dare del bischero!
    A svolgere il ruolo di Guardiane del faro, con enorme gioia, troviamo una squadra di donne che tengono testa abitualmente ai numerosi motociclisti che affollano il ristorante soprattutto nella bella stagione. “Basta saper rispondere a tono alle provocazioni”, ci confida Maddalena Hoxha, proprietaria della Locanda dal 2008 insieme alla sorella Nina, “ma di solito i nostri clienti sono bikers romagnoli che arrivano apposta per la cucina Toscana e il rapporto è ottimo”. Anche Marco Simoncelli, ritratto in diverse foto orgogliosamente esposte alle pareti insieme a proprietarie e cameriere, era un amante del posto e del ristorante, che offre in realtà una inedita mescolanza di specialità toscane e romagnole. Convivono infatti i cappelletti con i tortelli alla mugellana, tutti rigorosamente fatti in casa a mano, la tagliata alla fiorentina con le (mi si dice famose) patate di Marradi fritte. La Locanda ha anche una trentina di posti letto, una stella, ultraeconomici, ma che non cambiano prezzo in occasione del Motomondiale, dove i consueti amanti della pace dell’Appennino e dei percorsi di trekking vengono sostituiti dagli spettatori del più grande show che si svolge all’Autodromo del Mugello.
    Alessio è giovane, scalpita per tornare in sella, la stagione non invita in realtà a proseguire verso Palazzuolo sul Senio dove la strada entra dentro al bosco, è stata appena riasfaltata ma rimane quasi sempre sporca e pericolosa; si tramuta nel sogno ad occhi aperti per chiunque ami la bella guida e il panorama è da pelle d’oca appena attraversato il Passo della Sambuca.
    Prendendo la direzione per Marradi, invece, le curve sono aperte e veloci, tutte da guidare, da pennellare, si incrocia spesso il tracciato della ferrovia Faentina fino al centro abitato, quasi al centro del quale troviamo la deviazione per il Passo dell’Eremo, decisamente isolato e poco conosciuto, anche dai motociclisti che spesso lo bollano come stradello di collegamento. In alcuni tratti è davvero stretto o sporco, ma offre dalla parte di San Benedetto una stupenda visuale sulla Valle dell’Inferno, famosa per le cascate dell’Acqua Cheta. Deviando a destra si arriva al Muraglione, l’ultima tappa del nostro viaggio per i 4 Passi, dove ci aspetta il mitico Giovanni!

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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