• Half Pipe con M&T on/off road

    by  • 24 maggio 2012 • Avventure, Enduro, Gs, Itinerari, Maxi Enduro, Raduno • 0 Comments

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    “Half Pipe”, non vuol dire “mezza pippa”

    Un bellissimo gruppo affiatato di amici che si conoscono da tempo, variegato per età dei componenti e mezzi, esperienza, provenienza geografica. Uno di quei gruppi assolutamente non impermeabili, anzi accoglientissimo, ma dove entri in punta di piedi perché capisci che è legato da tante esperienze, piacevoli e non, chilometri, avventure. Questa è l’impressione che si ha partecipando ad un evento di Moto & Turismo On/Off road come l’”Half Pipe”, una spettacolare ascensione delle montagne prima a nord e poi a sud di Lucca, dalle quali scendere come su una tavola da surf con la quale fare, letteralmente, un “mezzo tubo”.
    Un ritrovo del genere (a numero chiuso di 25 partecipanti, rapidamente riempito) è una sorta di appuntamento al buio: non si sa mai a che cosa si va incontro, che moto avranno gli altri, la difficoltà del percorso, il passo che terranno. Difficile giudicare dalle moto arrivate dalle 9 di mattina in centro a Lucca: si va dal mono con le gomme lisce come le mie al Superenduro 950, dalle classiche R80GS pressoché perfette alle numerose e degne eredi F800GS (le più numerose, e sicuramente destinate ad essere nel futuro la moto di riferimento per l’off con le maxi), fino alle varie coppiette su enduro più o meno stradali.
    “Se ci vanno loro, ci vado anch’io!” viene naturale pensare, e devo ammettere che, forti forse di una enorme esperienza, di una stabilità invidiabile e di un meraviglioso affiatamento, sono proprio le coppiette quelle che mi hanno stupito di più.
    I percorsi in effetti abbastanza impegnativi ma mai tali da mettere in seria difficoltà hanno segnato quasi tutto il tragitto scrupolosamente tracciato dalle numerose guide, un centinaio di chilometri circa per la maggior parte sterrati.


    Da Lucca e Ponte a Moriano saliamo verso Vinchiana e Brancoli, fino alla Croce e a Piazza di Brancoli, dove scendiamo e poi risaliamo verso Monte Pietra Pertusa, per poi comporre un anello scendendo verso Corsagna, Chifenti, (su asfalto) e a Lugliano risaliamo per le Pizzorne per tornare a Pietra Pertusa. Un bel tragitto impegnativo perché mai troppo largo, dove si fatica a superare e le nostre maxi scontano l’incompatibilità con una linea obbligata. Si procede in fila indiana, costretti a subire la polvere e un po’ obbligati dalla necessaria disciplina che un’uscita del genere comporta.
    Le coperture tassellate non erano necessarie, ma chi le ha sente la differenza in termini di sicurezza e padronanza del mezzo.


    Torniamo verso Lucca da Matraia, famosa per la tipica pietra che vi si estrae e attraversiamo la città. In pratica affrontiamo un noioso trasferimento da una zona di sterrato ad un’altra. La finalità di un’uscita come questa è proprio la ricerca di bei percorsi off, poco importa se bisogna pazientare fermi ad un semaforo.
    Raggiungiamo Vorno, ai piedi del Monte Serra, che si frappone fra Lucca e Pisa. Siamo in moto dalle 9,30 di mattina, sono le 13 passate e la stanchezza comincia un po’ a farsi sentire. Tempo per fermarsi a fare le foto praticamente non ce n’è stato, solo che appena imbocchiamo il largo (finalmente!) sterrato che sale sul monte a stare in fila a beccarmi la polvere non ce la faccio, anche perché la mia moto ha voglia di staccare le ruote da terra sui canali di scolo dell’acqua. Mi soffermo atteso da una paziente e sfinita scopa per poi ripartire per la divertentissima salita verso il Monte Serra, pietrosa ma larghissima, gas a martello e tornanti: impegnativa e bellissima, forse ( e lo penso mentre la sto facendo) una delle esperienze più esaltanti in sella alla moto, insieme alla discesa del Gardena su strada, la pista di Viterbo col motard, i doppi sulle onde con la moto d’acqua…
    Sono passate le due quando ci fermiamo a pranzo in cima al Monte, siamo coperti di polvere, stanchi ma davvero soddisfatti, accompagnati in questa avventura dalle nostre moto totali, compagne di viaggio e di vita. Un’altra bella foto da attaccare in bacheca, un bel ricordo e la promessa di tante altre avventure che ci promette questa nuova bellissima compagnia di amici.

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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