• I miei amici canadesi

    by  • 29 settembre 2012 • Avventure, Dentro al casco.., Gs, Itinerari, Maxi Enduro, Motoguida, Ospiti • 0 Comments

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    Pubblicato su Il Galletto del Mugello nel novembre 2012

    I miei amici canadesi
    Riflessioni di un mugellano adottivo sulle moto, il Mugello, l’economia glocale e un bell’itinerario

    “Le Mugello c’est le prochaine Chianti”*
    Urlo al mio passeggero, in un francese un po’ pecoreccio che lui, nonostante il vento, si ostina fin troppo gentilmente a definire “trés bon”.
    I canadesi che sto accompagnando in questo tour del Mugello a dire il vero quasi neanche li conosco; sono amici di amici, ma uno di loro, motociclista e in vacanza qua nei pressi, viste le nostre strade, ha espresso il forte desiderio di poterle percorrere in moto. Per cui sono stato interpellato per organizzare un piccolo tour. Io ovviamente ero felicissimo, una volta tanto, di essere retribuito. Al motociclista, JL. ho prestato il Ktm, e sembra un bambino da quanto è felice, inebriato da tutta quella cavalleria. Io porto F. come passeggero, che mi confida che nel Chianti ci sono stati, hanno comprato il vino, mangiato e fatto il giro della piazzetta di Greve. Del Mugello ha sentito parlare solo JL. per via della MotoGP, che da buon americano non segue.
    Dall’Olmo caliamo sulla Faentina che aveva affascinato tanto JL. (poeruccio, ancora non hai visto nulla…) verso Borgo, dove mostro loro il mio magazzino colmo di acquai in marmo e pietra, tavoli, caminetti. Certo, conveniamo, che per ovvie difficoltà di spedizione ci vorrebbe qualcuno che viene a comprarseli qui, magari da fuori. Invece nel Mugello lo straniero latita. Vero è che non abbiamo il Vino, che sembra davvero il volano di tutta un’economia. Potremmo puntare sulla birra…
    Il Mugello non ha avuto, finora, il giusto sviluppo economico portato da stranieri che vengono coi loro portafogli pieni zeppi a comprare prodotti locali, rimettere in piedi capanne a malapena accatastate per farne ville di lusso, intasare con macchinoni stradine polverosissime. Piuttosto è stato ormai sdoganato il Valdarno, complice forse un noto cantante di fama internazionale che ha tanto investito in zone a cavallo fra le due aree geografiche. Ma, diciamolo pure, neanche nel Valdarno c’hanno il vino! E neanche i nostri prodotti, i nostri paesaggi, le nostre passeggiate.
    Sarà che il Mugello e il suo abitante, complice un isolamento dorato nel senso di condizioni di vita ottimali, di clima, di servizi, non ha mai sentito il bisogno di investire per portare capitali da fuori; in parole povere: di farsi venire a rompere le scatole dall’americano col cappellino da basket. In Mugello si fanno le cose “alla bona”, per poi soffrire pesantemente per un economia che langue, uno sviluppo che stagna. E il canadese neanche sa che esistiamo.
    Ma ora ci penso io a rimettere le cose a posto, portando i miei nuovi amici (paganti) davanti all’Autodromo per la foto di rito e poi via, per l’ascensione al Giogo, in cima al quale JL. pare commosso, al limite delle lacrime. Quello sul Passo del Giogo è stato, gli racconto, uno dei miei ultimi reportage per il giornale locale, il Galletto del Mugello, che ovviamente non si trova in vendita neanche nel comune di Fiesole (sigh!) né tantomeno nell’affollatissimo Chianti, dove mille e mila turisti danarosi potrebbero essere interessati ai numerosi appuntamenti culturali che si svolgono in area mugellana.


    Abbiamo ancora tempo, calcolo che ce la faccio bene a fargli fare il giro da Coniale, Palazzolo e la Colla. Il mio passeggero F., che lavora nel turismo comincia a svagellarmi di organizzare un business per portare a spasso lés canadiennés qui viennents en Italìe avec les motòs**, e io già mi eccito all’idea. Vuoi vedere che sarò il salvatore dell’economia europea? Già mi immagino che i grossi gruppi di investitori, sapendo dai loro connazionali di questi posti meravigliosi da visitare, da comprare, su cui investire spostino i propri capitali in Mugello, che diventerà il vero volano dell’economia nazionale. Il tortello di patate col sugo all’anatra, e non l’Euro e neanche lo spread sarà il nuovo metro di misura delle borse europee. Venderemo la birra di’Castagno e del Bachiacca a 350 € la bottiglia e orde di avventurosi sub di tutto il mondo faranno la fila al diving per visitare le case sommerse dal Bilancino. Sulla passeggiata dal Giogo alla Colla potranno passare le biciclette ma in un senso solo a giorni alterni.
    Va bene, lo ammetto, il passo è quello che è e se mi rilasso in moto la fantasia comincia a galoppare. Avviso JL. che la salita della Sambuca sarà davvero bella. Lui pensa che lo prendo in giro: cosa ci può essere di ancora più bello del Paretaio a salire? Ovviamente deve ricredersi, ha cominciato addirittura a prendere un po’ di confidenza col Kappone (brutta cosa). Il mio passeggero invece fa il sacco di patate, assolutamente rilassato e in posizione “sdraina sul bagnasciuga di Follonica”. Non ho voglia di spiegargli che il passeggero dovrebbe contribuire alla guida della moto. Un centinaio di chilometri sulle nostre strade per chi è abituato possono servire a muovere l’olio, per chi non è abituato possono essere molto stancanti. Di sicuro posso vedere che ho reso due ragazzi veramente felici, e porteranno in Canada un ricordo di viaggio inedito, prezioso, unico, soprattutto per chi, come JL. è motociclista.
    Riaccompagno i miei ospiti, e invece di chiedere un compenso o un semplice rimborso spese regalo loro anche una copia del mio libro.
    Sarò un bischero, sarò colpevole anch’io di fare le cose “alla bona” invece di fare un seppur piccolo business, ma la vera soddisfazione penso che sia stata la mia, di aver reso due ragazzi felici, condividendo con loro qualcosa che amo così tanto, e i miei luoghi del cuore ancora vivibili. E non ci sono soldi che ti paghino per questo.

    Carlo Kiddo Nannini
    www.ilkiddo.it

    Trad dal francese pecoreccio :
    * il Mugello è il prossimo Chianti
    ** i canadesi che vengono in Italia con le moto

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    About

    Ho sempre considerato me stesso come il prototipo del motociclista. Desideroso di fare nuove scoperte e capace, mi dicono, di raccontarle. Così, dopo oltre vent'anni di vita in sella e ricco della poca esperienza di pseudogiornalista, mi sono inventato questo blog, un punto di raccolta e di riflessione per chi, come me, è malato di moto, e spera di non guarire mai.

    http://www.ilkiddo.it

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